STORIA DI TOSSIGNANO

L'origine del nome "Tossignano", secondo Florio, storico imolese, è da fare risalire ai toscani, quando, verso l'anno mille giunsero in Romagna, terra di conquista.

Due ipotesi fanno invece risalire ad epoche precedenti la frequentazione di questo luogo. La prima fa riferimento alla sconfitta delle orde di Gianserico, re dei Vandali, da parte degli imolesi nel 458 (anche se, a quanto pare, questi non fu mai in Romagna). La seconda e più probabile ipotesi  fa invece riferimento all'anno 872, quando era di proprietà della chiesa imolese, da questa venne distrutto nel 966 a seguito di una ribellione, poi dalla stessa riedificato.

Nel 1005 era governato da Alberto di Tossignano, sotto la protezione dei fiorentini.

         Tra il 1062 ed il 1070 fu a lungo contesa tra i fiorentini e gli imolesi e da questi ultimi conquistato.

Alla fine del XII secolo, dopo una ribellione degli abitanti fu ripreso dagli imolesi che permisero agli abitanti di costruire Borgo Tossignano nella sottostante vallata.

Nella seconda metà del 1200 fu occupato dai Bolognesi poi da Pietro Pagano da Susinana che lo consegnò agli imolesi. Nel 1294 era di Maghinardo Pagani che, dopo un anno, dovette lasciarlo ai guelfi faentini. Nel 1296 Uguccione Sassatelli lo difese con successo contro Maghinardo Pagani. Nel corso del 1300 il castello passò continuamente di mano tra i bolognesi e gli imolesi.

Nel 1408 fu espugnato dal cardinal Cossa. Nel 1412 passò a Ludovico Alidosi, a cui lo tolse, nel 1433, Guidantonio Manfredi. Due anni dopo, questi lo consegnò alla santa Sede, per poi passare al comune d Imola e, nel 1473, a Caterina Sforza, la quale provvedette ad un importante restauro. Nel 1499 fu conquistato da Cesare Borgia, poi passò ai veneziani che lo cedettero a Giulio II nel 1509. 

Nel 1527, Clemente VII lo diede all'imolese Ramazzotto de' Ramazzotti, il quale, nel 1537, dovè cederlo, dopo aspri scontri, al nuovo papa, che lo distrusse per sempre.

Il castello era munito di fortissime mura con torrioni, mastio e casa di abitazione per il Castellano e i suoi difensori. ll Guicciardini considerava Tossignano, per la sua posizione e la sua Rocca, uno dei paesi più formidabili della regione, oggi non restano che pochi ruderi.